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lunedì 4 gennaio 2021

SULLA TURCHIA E SULL'EUROPA di Alberto Rosselli

All'interno dell'UE il dibattito sull'ingresso della Turchia in Europa appare molto intenso e conflittuale, e, nonostante i molti passi avanti compiuti dal governo di Ankara nel rispetto dei parametri imposti da Bruxelles, le non infrequenti battute di arresto avvertono che il cammino verso l'integrazione si prospetta ancora lungo e tortuoso. In questo breve saggio, che ripercorre in sintesi la storia dell'impero ottomano e della Turchia, vengono riportate le opinioni e le riflessioni (spesso radicalmente contrastanti) di studiosi e giornalisti esperti di questioni politiche, geopolitiche, religiose ed economiche, riguardo al delicato tema dei rapporti tra lo Stato anatomico e l'Europa. Alberto Rosselli, genovese, giornalista e saggista storico, collabora da tempo con diversi quotidiani e periodici nazionali ed esteri e con svariati siti internet tematici.



domenica 3 gennaio 2021

UN TRENO NELLA NOTTE FILOSOFANTE di Piero Vassallo

Manifesto dall’animosa rivolta alla cultura iniziatica, Un treno nella notte filosofante, descrive la mostruosa e feroce desolazione generata dallo sposalizio tragicomico degli errori filosofici convergenti nella scena postmoderna, dopo aver duellato nei secoli della violenza illuminata. Pagine impietose rappresentano, con stile irridente e sfregiante, gli autori e le azioni oscene e violente ispirate dal neo-pensiero. All’ostinato credente nella dialettica conservazione-rivoluzione è dunque svelato il cuore del delirio, che regge la neo tirannide.



venerdì 1 gennaio 2021

BERTA, EROINA DI UN TEMPO LONTANO di Miriam Pastorino

Berta è una bambina dal carattere indomito, indipendente e coraggioso. Queste caratteristiche, aggiunte ad un’inclinazione per giochi spericolati e avventurosi, si manifestano già dai suoi primissimi anni di vita, durante i quali si cimenterà in imprese al limite dell’avventatezza  ma molto spesso anche poco edificanti, incuranti di ogni regola e precetto e dettati da un egocentrismo senza freni.  In due occasioni la sua imprevidenza metterà a rischio la vita del fratellino, allorché la madre, per ragioni non dipendenti dalla sua volontà, si vedrà costretta ad affidarlo esclusivamente alle sue cure. Ma da ogni esperienza la bambina saprà trarre monito e ammaestramento per avviare un interno processo di crescita e maturazione verso un maggior senso di responsabilità, imparando anche a disciplinare la sua sete di avventure spericolate; tanto che, di fronte ad un rovescio di fortuna della famiglia, non esita a proporsi ai genitori di andare a lavorare in filanda per dare una mano ai familiari. Ma quando le circostanze  la metteranno di fronte a un’insidia che potrebbe costarle l’innocenza e forse la vita, sarà grazie al suo carattere  indomito e volitivo, disposto a lottare per non farsi sopraffare da ostacoli e minacce, che saprà affrontare il pericolo e ad uscirne vittoriosa. L’autrice si è ispirata liberamente alla vicenda di una propria antenata.





DALLO STESSO DESERTO NELLA STESSA NOTTE di Dionisio di Francescantonio

Da completare

giovedì 31 dicembre 2020

DALLO STESSO DESERTO, NELLA STESSA NOTTE di Dionisio di Francescantonio

Arthur Rimbaud, il poeta maledetto (definizione coniata per primo da Paul Verlaine) è assurto a precursore e mito di tutte le ribellioni e trasgressioni, cantate con toni accesi e conturbanti nella precoce stagione della sua prodigiosa produzione poetica, consumatasi in un breve giro di anni, dai sedici ai diciannove anni d’età. Dopodiché, improvvisamente, decide di abbandonare la poesia e, dopo un periodo di vagabondaggi in vari paesi d’Europa, si trasferisce in Abissinia per dedicarsi alla professione del mercante.
Questo romanzo, in cui la voce narrante è affidata alla figura di un italiano (immaginaria, ma concepita sul modello degli italiani che operavano nelle regioni dell’Africa orientale negli stessi anni in cui vi permase  il poeta francese), si propone di restituire il Rimbaud fuori dal mito, cercando di capire le ragioni del suo rifiuto della figura del poeta maledetto e della sua stessa creazione poetica. È un rifiuto netto e senza ripensamenti, come risulterà dalla narrazione, che si avvale, principalmente, delle testimonianze e delle lettere scritte dallo stesso Rimbaud e da altre persone che lo conobbero.    Da quella esperienza, tuttavia, che egli stesso definirà, nell’opera sua di commiato dall’Europa e dalla sua vita di allora, Une saison en enfer, il poeta, dietro la maschera sardonica e caparbia ostentata con tutti, risulterà segnato per sempre, restando un’anima in pena perennemente in cerca di se stessa, ovvero di un altro da sé da realizzare sotto un nuovo cielo e un’inedita realtà che esisteva solo nella sua immaginazione. Se vogliamo, si può considerare anche il prototipo di quel malessere esistenziale e di quella fuga da se stessi che contraddistinguerà tanta gioventù del nostro tempo. 






IL MISTERO DI CANA di Rodolfo Vivaldi

Un miracolo “inaspettato” quello avvenuto 2000 anni fa a Cana di Galilea. Così ce lo propone nel suo Vangelo Giovanni, che sembra riportare più un fatto di cronaca che un evento miracoloso. Una prosa scarna tesa a evidenziare i protagonisti, la sequenza veloce degli avvenimenti, un rapido interloquire tra la Madre e Gesù, e infine la descrizione quasi scientifica della straordinaria mutazione dell’acqua in vino.                                   Affascinato e quasi turbato da questo passo del Vangelo, l’Autore si addentra a esplorare una misteriosa attrazione, pur nel fondato timore di non giungere a una agnizione finale.   In un intersecarsi di considerazioni e di impressioni, questo “segno”, riportato dal solo Giovanni Evangelista, ci viene proposto dall’Autore come carico di significati che attengono il settore della teologia, ma soprattutto della spiritualità più raffinata.  In contrappunto la figura di un Cardinale di Santa Romana Chiesa, sostanzialmente immaginaria e idealizzata, che consente all’Autore di esprimere, in analogia con la voce del Cristo nel Don Camillo di Giovannino Guareschi, le meditazioni interiori del profondo dell’anima. Temi e personaggi inequivocabilmente religiosi, ma al fondo resta qualcosa di inespresso, di misterioso che riguarda la vita di tutti gli uomini.